Sisterflash (a.k.a Maria Bruno)

Maria Bruno (aka  Sister Flash) è stata una delle prime streeter in Torino e in Italia ad utilizzare stencils per le strade negli anni 1980, quando ancora la street art era alle sue fasi iniziali e sperimentali.

Il suo lavoro artistico si distingue per l’uso di colori forti e di una profondità che non finisce mai.
Le foto di Sisterflash in live-act sono state scattate il 15 marzo 2013 durante la realizzazione del murales in via Luini 1 per la Campagna del CCM “Sorrisi di madri africane”, a cui segue il 2 aprile una mostra di tutti gli artisti partecipanti all’iniziativa presso il Circolo Culturale Amantes.

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Sisterflash ha, come molti streeters, trasferito il suo lavoro dal muro alla tela, da almeno dieci anni. Oltre ad essere presente nelle edizioni di “Across rewriting” del Circolo Amantes di Torino, ha partecipato nel 2012 a:

ZOOFANIE  presso la Galleria Oblom (http://www.undo.net/it/mostra/141478).  Collettiva di Sister Flash, Bostik, Francesco Bortone, a cura di Paolo Facelli. Gli animali e l’animalita’ sono il tema della ricerca di Sister Flash, Bostik e Francesco Bortone. Nelle loro opere l’artista si fa animale, in un armonioso connubio, in un libero gioco di scambi e sostituzioni.

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The Classy Clash of Stylie Styles presso GaloArt Gallery, che ha messo insieme i lavori di Sjoco Sjon (Amsterdam) e di Sister Flash (Torino)

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Per capire il suo lavoro su tela, si consiglia di sfogliare “Punti e basta” (http://www.prinp.com/?sez=negozio&sub=1&lid=89.

Non è un semplice catalogo ma un vero e proprio libro d’artista, che raccoglie dodici anni (2000-2012) di opere di Maria Bruno, a.k.a. Sisterflash.

Le sue tipiche tele “puntinate” – geometrie, textures optical e griglie cromatiche dai colori brillanti, a tratti acidi – nel loro viaggio ottico e psichedelico diventano dei volumi solidi, vere e proprie sculture dipinte che si sviluppano nello spazio.

“L’ampia superficie che si stende sotto gli occhi non è che un frammento. E’ una porzione, l’estratto di un continuum, una parte definita e circoscritta che attira lo sguardo fissandolo su di una porzione arbitraria. In realtà il meccanismo messo in moto dal gioco di illusioni ottiche (la profondità apparente, la lucidità, il riflesso) è di stimolo per la vista in modo da focalizzare la fitta trama del segno/colore steso sulle tele.” (dalla presentazione di Francesco Bernardelli).

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