Sessualità e disabilità, una prospettiva queer?

Sessualità e disabilità, una prospettiva queer?

altmercoledi 4 giugno 2014
ore 20.30
Maurice glbtq
Via Stampatori, 10
Una discussione aperta sul tema promossa dal Maurice e dal Laboratorio sguardi sui generis:
Cosa accomuna disabilità, intersessualità, omosessualità e transessualismo? Forse la marginalizzazione e l’invisibilità dei loro corpi e delle loro vite. Nonché la patologizzazione, o la negazione, della loro sessualità, etichettata come non “normale” e in quanto tale non aderente al discorso egemonico che delinea l’ideale corporeo nel bianco eterosessuale normodotato.
In modo simile a ciò che accade alle persone lgbtiq, nella patologizzazione del corpo disabile si lede alla possibilità di vivere una sessualità serena. Al suo corpo non viene data la possibilità di scegliere una vita sessuale appagante, lo si passivizza, medicalizzando la propria esistenza. Il corpo disabile viene reso asessuato o gli si impone una sessualità compassionevole e caritatevole annullando la sua capacità di essere potenzialmente fonte di piacere e di vivere una sessualità attiva.
L’idea che muove queste riflessioni è di portare avanti un dialogo e una discussione condivisa tra soggetti che riconoscono la forza critica delle esperienze corporee e sessuali marginali, potendo usare gli strumenti critici che il pensiero queer ci ha dato come punto di partenza comune.
Da Maurice glbtq- Pubblicato il28 May 2014
Secondo incontro

“Sessualità e disabilità, una prospettiva queer?” al topride 2014

altmercoledi 18 giugno 2014
ore 20.30
Maurice glbtq
Via Stampatori, 10
sessualità e disabilità: una prospettiva queer?

VERSO IL TORINO PRIDE 2014 DEL 28 GIUGNO
(a seguito della discussione del 4 giugno promossa dal Maurice e dal Laboratorio sguardi sui generis):
incontro  di riflessione  e  organizzazione in vista della partecipazione al torino pride prossimo venturo

Cosa accomuna disabilità, intersessualità, omosessualità e transessualismo? Forse la marginalizzazione e l’invisibilità dei loro corpi e delle loro vite. Nonché la patologizzazione, o la negazione, della loro sessualità, etichettata come non “normale” e in quanto tale non aderente al discorso egemonico che delinea l’ideale corporeo nel bianco eterosessuale normodotato.
In modo simile a ciò che accade alle persone lgbtiq, nella patologizzazione del corpo disabile si lede alla possibilità di vivere una sessualità serena. Al suo corpo non viene data la possibilità di scegliere una vita sessuale appagante, lo si passivizza, medicalizzando la propria esistenza. Il corpo disabile viene reso asessuato o gli si impone una sessualità compassionevole e caritatevole annullando la sua capacità di essere potenzialmente fonte di piacere e di vivere una sessualità attiva.
L’idea che muove queste riflessioni è di portare avanti un dialogo e una discussione condivisa tra soggetti che riconoscono la forza critica delle esperienze corporee e sessuali marginali, potendo usare gli strumenti critici che il pensiero queer ci ha dato come punto di partenza comune e nella prospettiva di liberare nuovi immaginari.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...